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Verso il Piano d’Azione della Riserva della Biosfera “Collemeluccio-Montedimezzo-Alto Molise”

Giovedì 26 marzo 2026, alle ore 16:30, presso il Centro Visite della Riserva Naturale Orientata di Montedimezzo (IS), si terrà un importante incontro pubblico dedicato all’avvio del percorso partecipato per la definizione del primo Piano d’Azione della Riserva della Biosfera “Collemeluccio-Montedimezzo-Alto Molise”, riconosciuta dall’UNESCO nell’ambito del programma Man and the Biosphere (MAB).

L’iniziativa, promossa dal Consorzio ASSOMAB Alto Molise, soggetto coordinatore della Riserva, rappresenta un passaggio strategico per il futuro del territorio. L’obiettivo è costruire, attraverso il coinvolgimento diretto degli attori locali, uno strumento condiviso capace di orientare concretamente lo sviluppo sostenibile dell’area.

Il Piano d’Azione: uno strumento di coordinamento, non un vincolo

Uno degli elementi più rilevanti riguarda la natura del Piano d’Azione. Non si tratta di uno strumento di pianificazione territoriale e non introduce vincoli o nuove norme. Al contrario, si configura come un dispositivo di coordinamento e valorizzazione delle progettualità esistenti o future, capace di mettere in rete iniziative pubbliche e private coerenti con gli obiettivi della Riserva.

Il Piano nasce per tradurre a scala locale gli indirizzi globali del programma MAB UNESCO e gli obiettivi dell’Agenda 2030, offrendo una cornice operativa dentro cui far convergere idee, progetti e competenze.

Un processo realmente partecipato

L’aspetto più interessante è il metodo: la costruzione del Piano avverrà attraverso un percorso partecipativo aperto. Amministrazioni, imprese, associazioni, scuole e cittadini potranno proporre progetti e contribuire alla definizione delle priorità.

Si tratta di un cambio di paradigma nella programmazione territoriale, che punta sul confronto e sulla cooperazione tra soggetti diversi, anche quelli solitamente meno coinvolti nei processi decisionali. L’obiettivo è arrivare a una visione condivisa di sviluppo sostenibile per l’Alto Molise.

Quali progetti potranno entrare nel Piano

In coerenza con le tre funzioni delle Riserve della Biosfera – conservazione, sviluppo ed educazione – il Piano potrà accogliere:

  • interventi di tutela e valorizzazione del patrimonio naturalistico e culturale
  • iniziative a supporto dello sviluppo socio-economico sostenibile
  • progetti di educazione ambientale, ricerca e innovazione

Non ci sono limiti rigidi: potranno essere inseriti sia progetti complessi sia iniziative più semplici, interventi materiali o immateriali, attività già avviate oppure idee ancora in fase embrionale.

Le opportunità per il territorio

L’inserimento di un progetto nel Piano d’Azione potrà offrire vantaggi concreti come, ad esempio, un maggiore accesso a finanziamenti pubblici dedicati, il rafforzamento della credibilità e della visibilità dei progetti, la possibilità di utilizzare il logo della Riserva della Biosfera e la diffusione dei risultati attraverso la rete internazionale MAB UNESCO

In questo senso, il Piano non è solo un documento strategico, ma un vero e proprio acceleratore di opportunità per il territorio.

Un appuntamento aperto a tutti

L’evento del 26 marzo sarà l’occasione per presentare struttura, obiettivi e modalità operative del Piano d’Azione. Verranno illustrate anche le procedure attraverso cui, nei prossimi mesi, sarà possibile proporre progettualità in modo semplice e accessibile.

L’incontro è aperto a tutti: amministratori, operatori economici, associazioni, scuole, tecnici e cittadini interessati a contribuire attivamente al futuro dell’Alto Molise.

Un territorio come quello della Riserva della Biosfera “Collemeluccio-Montedimezzo-Alto Molise”, che comprende i comuni di Carovilli, Chiauci, Pescolanciano, Pietrabbondante, Roccasicura, San Pietro Avellana e Vastogirardi, ha oggi l’opportunità di costruire una strategia condivisa che tenga insieme conservazione della natura e sviluppo locale.

Questo percorso rappresenta un passaggio chiave: non tanto per il documento in sé, ma per il processo che può attivare.

Scritto da Mauro Fabrizio

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